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Tutti i chiarimenti sul Credito d’Imposta per investimenti in beni strumentali

Chiarimenti Credito d'imposta beni strumentali

Tutti i chiarimenti sul Credito d’Imposta per investimenti in beni strumentali

Con la Circolare n. 9/E, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato alcuni chiarimenti in merito al Credito d’Imposta per Investimenti in Beni Strumentali (ex iper ammortamento). Si tratta di una circolare di importanza rilevante poiché fornisce le risposte a numerosi quesiti delle imprese, raccolti a partire dallo scorso anno 2020, ossia dall’entrata in vigore dell’agevolazione.

 

Nello specifico è stata data risposta a numerosi quesiti riguardanti:

  1. Soggetti beneficiari
  2. Investimenti
  3. Ambito temporale
  4. Determinazione dell’agevolazione
  5. Utilizzo del credito d’imposta
  6. Cumulabilità con altri contributi
  7. Rideterminazione dell’agevolazione
  8. Documentazione

 

Vediamo nel dettaglio le risposte più importanti per le imprese.

1. Soggetti beneficiari

Il credito di imposta per investimenti in beni strumentali è riservato alle imprese residenti nel territorio dello Stato che, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato, effettuano investimenti in relazione alle diverse tipologie di beni agevolabili. La circolare chiarisce che sono, quindi, compresi: gli enti non commerciali, le imprese agricole, le reti di imprese, le STP (società tra professionisti titolari di reddito d’impresa), le associazioni tra professionisti.

 

Al contrario, sono escluse le imprese che:

  • Si trovano in stato di crisi e, più precisamente in liquidazione volontaria;
  • Siano destinatarie di sanzioni interdittive ex D.lgs. n. 231/2001.

2. Investimenti

La circolare chiarisce che le imprese possono richiedere il Credito d’Imposta per investimenti in beni strumentali anche per:

  • Investimenti realizzati mediante contratti di leasing, riconoscendo una sostanziale equivalenza tra l’acquisizione di un bene in proprietà e tramite contratto di leasing;
  • i beni materiali strumentali di costo unitario inferiore a 516,46 €.

3. Ambito Temporale

In base a quanto disposto nella Legge di Bilancio 2021, il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali spetta per gli investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2022, o al 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Per questo motivo, per gli investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 al 30 giugno 2021 si verifica una parziale sovrapponibilità della nuova disciplina con quella precedente.

 

In questo caso si ipotizzano due scenari:

  • Per gli investimenti per i quali alla data del 15 novembre 2020 si sia proceduto all’ordine vincolante e sia stato versato l’acconto del 20% del costo di acquisizione, si applica la normativa 2020.
  • Per gli investimenti per i quali al 16 novembre 2020 non risultino verificate tali condizioni, si applica la nuova disciplina 2021.

4. Determinazione dell’agevolazione

La circolare comprende diverse specifiche riguardo il modo di calcolare il credito d’imposta per le reti di imprese e la rilevanza dell’IVA. Inoltre, chiarisce che la determinazione del credito d’imposta per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, viene calcolata in base al costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni, mentre non ha alcuna rilevanza il prezzo di riscatto.

5. Utilizzo del credito d’imposta

La circolare chiarisce diversi punti che riguardano la modalità di utilizzo del Credito d’Imposta per investimenti in beni strumentali. In particolare:

  • Le imprese che vogliono fruire del credito d’Imposta devono essere in possesso di DURC regolare e in corso di validità al momento della fruizione del credito d’imposta.
  • È possibile l’utilizzo della somma restante del credito d’imposta oltre il terzo anno.

 

Vediamo un esempio:

Credito di imposta 3.000 €. Nell’anno N - di entrata in funzione/interconnessione del bene - utilizzo del credito per una somma pari a 800 €, nell’anno N+1 utilizzo per 1.200 € (con recupero dei 200 non utilizzati nell’anno N), nell’anno N+2 utilizzo per 700 €. È possibile utilizzare l’ammontare residuo di 300 € a partire dall’anno N+4.

  • Le imprese con ricavi inferiori a 5 milioni di € possono usufruire del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali in un’unica quota annuale. La circolare precisa che tale modalità di fruizione costituisce una facoltà e non un obbligo. Inoltre, stabilisce che la verifica del limite dimensionale deve essere riferita al periodo d’imposta precedente a quello di entrata in funzione del bene.
  • Le imprese possono usufruire del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali anche in caso di interconnessione tardiva. Infatti, è possibile che l’interconnessione venga effettuata l’anno successivo a quello di effettuazione dell’investimento nei casi in cui sia necessario acquisire o adeguare l’infrastruttura informatica aziendale.

6. Cumulabilità con altri contributi

La circolare specifica che il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali è cumulabile con altre misure relative agli stessi costi ammissibili, nel limite massimo rappresentato dal 100% del costo sostenuto.