COME POTREBBE CAMBIARE IL PIANO DI TRANSIZIONE 4.0?

Il Piano di Transizione 4.0 è un percorso iniziato da tempo che nasce come supporto agli investimenti delle imprese nell’ottica dell’acquisto di beni e servizi durevoli nel tempo e comprende:

  • Credito d’Imposta per gli investimenti in beni strumentali (ex iperammortamento)

Si tratta dell’incentivo che supporta le imprese che investono in beni materiali e immateriali nuovi e software. Esso prevede aliquote e massimali di spesa diversi in base al tipo di investimento.

  • Credito d’Imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design

È l’incentivo riconosciuto alle imprese che effettuano investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, innovazione rivolta a migliorare l’ecosostenibilità o l’implementazione di tecnologie 4.0, attività di design e ideazione estetica.

  • Credito d’imposta formazione 4.0

Si tratta di un incentivo che supporta la formazione sulle tematiche Industria 4.0 e permette di recuperare una quota del costo aziendale del personale dipendente, per il periodo in cui è occupato nelle attività di formazione ammesse.

Un’ampia fetta del Recovery Fund italiano sarà destinata al nuovo Piano Nazionale di Transizione 4.0. Si tratta di oltre 24 miliardi di € a supporto delle imprese che investono in modernizzazione, innovazione e transizione ecologica.

“È un percorso partito da lontano, nato dal confronto con le categorie produttive. Con il Piano Nazionale Transizione 4.0 si raggiungono due obiettivi fondamentali: stimolare gli investimenti privati con una maggiorazione delle aliquote; dare stabilità alle categorie produttive con un pacchetto di misure ampio e pluriennale.” – Stefano Patuanelli, Ministro dello Sviluppo Economico

Come cambiano le misure?

Come abbiamo visto nell’articolo precedente, per tutte le misure è previsto un aumento delle aliquote e dei massimali di spesa e, in alcuni casi, un ampliamento della tipologia di spese ammissibili. Nello specifico ecco come dovrebbero cambiare le misure:

  • Credito d’Imposta per investimenti in beni strumentali: è previsto un aumento delle aliquote e dei massimali di spesa in base al tipo di investimento, la fruizione del credito è ridotta da 5 a 3 anni;
  • Credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design: anche in questo caso è previsto un aumento delle aliquote e dei massimali di spesa per tipologia di investimento;
  • Credito d’Imposta Formazione 4.0: è prevista un’estensione alle spese sostenute per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori.

Perché un Piano di Transizione 4.0?

L’obiettivo di questa manovra è quello di stimolare gli investimenti privati e dare stabilità e certezze alle imprese con misure che hanno effetto da novembre 2020 a giugno 2023, accompagnandole nel processo di transizione tecnologica ed ecologica, penalizzato dall’emergenza Covid-19.

La tendenza a sostenere il percorso di innovazione tecnologica ed ecosostenibilità dimostra che è proprio un piano di investimenti mirati e programmati a portare e supportare la crescita e la competitività aziendale.

Non sono tardate le critiche che evidenziano alcuni aspetti salienti:

  • Le misure avranno effetto solo per 2 anni, a fronte di una promessa di un piano più duraturo nel tempo, che permettesse alle imprese di fare programmi a lungo termine;
  • La scelta di puntare tutto sul Credito d’Imposta, abbandonando definitivamente il sistema degli ammortamenti;
  • La scelta di non inserire nel piano incentivi a supporto del potenziamento delle aziende, anche con fusioni e/o incorporazioni

I tempi non sono ancora maturi, per avere risposte certe bisognerà aspettare l’approvazione della nuova Legge di Bilancio 2021. L’iter parlamentare potrebbe, infatti, prevedere un’ulteriore estensione temporale.

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