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Approvato il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Approvato dal Consiglio dei Ministri il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, inviato a Bruxelles lo scorso 30 Aprile 2021, è adesso in attesa dell’approvazione da parte della  Commissione Europea.

Complessivamente, il Piano vale 235 miliardi di €, comprendendo anche il Fondo Complementare, che ammonta a oltre 30 miliardi di € e grazie al quale potrà essere realizzato parte del Piano Transizione 4.0, e le risorse del React-EU.

Si tratta di un’occasione di crescita unica per l’Italia perché prevede opportunità di sviluppo, investimenti e riforme con una portata inedita.

Qual è l’obiettivo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza?

Gli obiettivi del PNRR italiano seguono i tre obiettivi chiave di Next Generation EU e sono:

  • Digitalizzazione e innovazione, ovvero lo sviluppo di un’economia più competitiva, innovativa e avanzata dal punto di vista tecnologico e digitale;
  • La transizione verde in ottica di economia circolare;
  • L’inclusione sociale.

Trasversalmente ai 3 pilastri fondanti, la priorità è il raggiungimento di una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale.

Quali sono le 6 missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza?

Il PNRR si articola in 6 missioni per ciascuna della quali è previsto un diverso stanziamento di fondi e specifici obiettivi da raggiungere. Ogni missione, poi, si articola in diverse linee di intervento che comprendono progetti, investimenti e riforme collegate.

Le 6 missioni sono:

 

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Cosa cambia per le aziende?

La linea più interessante per gli investimenti delle imprese italiane è la Componente 2 della Missione 1, ovvero “Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo”. A questa linea sono stati destinati 24,30 miliardi di € ai quali vanno aggiunti 5,88 miliardi di € del Fondo Complementare. Gli obiettivi di questa componente sono:

  • Favorire la transizione digitale e l’innovazione del sistema produttivo incentivando gli investimenti in tecnologie avanzate, ricerca e innovazione;
  • Realizzare investimenti per le connessioni ultraveloci in fibra ottica 5G;
  • Rafforzare la partecipazione allo sviluppo dell’economia dello spazio e i sistemi di osservazione della Terra per il monitoraggio dei territori;
  • Promuovere lo sviluppo e la competitività delle imprese italiane anche sui mercati internazionali, anche attraverso strumenti finanziari innovativi.

 

Una buona parte del fondo, spetta al Piano Transizione 4.0 che comprende una serie di incentivi e agevolazioni fiscali che supportano le imprese che investono in innovazione e digitalizzazione. Le imprese, infatti, sono cardine e fondamento della Ripresa dell’economia italiana post-pandemia. L’aumento della produttività e la maggior efficienza, infatti, contribuiranno ad incrementare la competitività e la sostenibilità delle filiere produttive.

 

Inoltre, un’altra importante parte dei fondi stanziati per la Componente 2 della Missione 1 riguarda le politiche industriali di filiera e l’internazionalizzazione.  È, infatti previsto, un rifinanziamento del Fondo 394/81 gestito dal SIMEST che supporta le imprese con finanziamenti agevolati, di cui una quota a fondo perduto, che investono in export e internazionalizzazione.

 

Quando arriveranno i fondi?

La Commissione Europea dovrà valutare il PNRR sulla base dei criteri stabiliti nel regolamento del Recovery Fund e concludere la sua votazione entro fine luglio. Terminata la valutazione, la Commissione predisporrà l’elenco degli interventi previsti e la relativa roadmap e passerà la parola al Consiglio, che avrà quattro settimane di tempo per approvare il PNRR. Una prima tranche dei fondi, il 13% circa, arriverà entro l’estate.

 

In conclusione, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è davvero un’occasione unica per il sistema produttivo italiano che ha tutte le potenzialità per sfruttarlo al meglio e garantire un livello di crescita e competitività elevato.

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